Kyoto – Kinkaku-ji, Arashiyama e Nishiki market – Giorno 4
Giorno 4 Kyoto Kinkaku-ji, Arashiyama e Nishiki Market
Secondo giorno a Kyoto, oggi abbiamo in programma altre visite iconiche al padiglione d’oro e alla foresta di bambù. Essendo piuttosto decentrate abbiamo utilizzato i mezzi pubblici, che non abbiamo trovato particolarmente capillari o puntuali (Parlo degli autobus). Nonostante non ci fosse poi tanta gente abbiamo anche vissuto l’esperienza del “Buttali dentro finché c’entrano”, con tanto di personale addetto alle coda. Ecco, questo me lo sarei aspettato a Tokyo nell’ora di punta, ma evidentemente il problema del affollamento dei mezzi a Kyoto non l’hanno ancora risolto.
In autobus la corsa si paga quando si scende e costa 230 yen, solo in contanti – la macchinetta dà anche il resto.
Google è abbastanza preciso per indicare orari e numero degli autobus, nel complesso è molto facile girare con i mezzi.
Il Kinkaku-ji – il padiglione d’oro
Raggiungiamo il Padiglione d’oro e il colpo d’occhio è spettacolare, risplende e si riflette nel lago – le foto non rendono giustizia.
Le isolette e le pietre nel lago sono la raffigurazione della creazione e il lago stesso è pensato per fare specchiare il tempio. Il suo nome, Kyoko-chi significa proprio “lago a specchio”.
Tutto perfetto, per creare il massimo effetto di bellezza ed equilibrio.
Come molti dei monumenti giapponesi anche questo è stato distrutto e ricostruito più volte, l’ultima volta nel 1950 a causa del gesto folle di un giovane monaco buddista. La doratura è vera foglia d’oro – mi sarebbe piaciuto vederla da vicino ma non è possibile.
Arashiyama – la foresta di bambù
Il paesino che si attraversa per raggiungere la foresta è una vera delizia, pieno zeppo di negozietti e di micro ristoranti, non faccio altro che saltellare da una vetrina all’altra in una catena di meraviglia continua.
Lungo il viale d’accesso alla foresta ci sono edifici bellissimi, non saprei dire se siano abitazioni o altro. Li guardavo incantata e non ho potuto fare a meno di notare che il tanuki portafortuna – la bruttissima statuetta di Animal Crossing – qui la usano davvero!! (In basso a destra)
All’interno della foresta incontriamo diverse coppie di sposi in abiti tradizionali e con fotografo al seguito, elegantissimi e sorridenti.
La foresta è piccola e all’inizio ammetto che mi ha delusa, poi la strada inizia a salire e il sentiero diventa più stretto e sinuoso – molto più bello e tranquillo.
Mi perdo a guardare i giochi di luce fra le foglie del bambù – adesso so che i giapponesi hanno dato un nome pure a questo: Komorebi.
La luce che ci piove addosso filtrando fra le foglie degli alberi.

In dicembre ci sono le camelie fiorite, poi ho riconosciuto le azalee, le ortensie, i ciliegi, i rododendri e chissà cos’altro.

Nishiki Market – la pancia di Kyoto


Il Nishiki Market si raggiunge attraversando la via Teramachi, composta da gallerie di negozi di tutti i tipi
Il Nishiki Market ha una storia di secoli, nasce più di 400 anni fa come mercato del pesce e attualmente ha dei numeri da capogiro: 130 venditori distribuiti lungo uno stretto passaggio lungo appena 400 metri, affollato di turisti e locali.

All’interno di questa zona commerciale si trovano alcuni piccoli santuari che a me sono sembrati bellissimi ed autentici, nonostante la collocazione. (O forse proprio per quella).


Ecco, in questo mercato cercate di arrivarci a pancia vuota e pieni di appetito perchè vorrete assaggiare tutto!

Per la cena infatti ci fermiamo proprio al Nishiki market, dove scoviamo un ristorante di ramen un po’ fuori dalle zone di passaggio.
Nelle gallerie commerciali i negozi moderni si affiancano a negozi che sembrano davvero usciti da un anime, con la stessa luce, lo stesso rigore. Non so nemmeno perchè l’ho fotografata, mi sembra quasi di averla riconosciuta.

Dopo cena altre foto in zone adesso silenziose e deserte, il momento migliore della giornata per fotografarle.


Pasti e cibo
Anzi, alcuni ho provato ad annotarli, ma non sono nemmeno su google maps – cosa inconcepibile per noi europei.
In posti del genere si mangia bene e in abbondanza a 6/8 euro a testa.
Generalmente c’è un piatto unico con riso a parte, una tazza di brodo dashi, una serie di ciotoline di contorni e condimenti, spesso c’è un uovo crudo. Una tale varietà di sapori, consistenze e cibi all’inizio è disorientante: ammetto di aver sbirciato spesso i miei vicini per capire come si mangiano alcune cose in modo corretto.
Spesso i locali sono piccolissimi, con pochi posti a sedere, a volte si mangia direttamente al bancone (Più facile quando si tratta di ramen o cose del genere, visto che portano meno piattini).
A volte portano così tante portate da dover fare le composizioni ad incastro sul tavolo per riuscire a farci entrare tutto, altre volte possiamo cucinare direttamente noi, con risultati di rara goffaggine.
L’acqua e il tè verde sono sempre gratuiti in questi locali, quando andate a riempire il bicchiere attenti a cosa scegliete.
Ogni volta comunque è un’esperienza e spesso il cibo oltre ad esser buono è anche bello, curato con la massima semplicità.
Oppure toglietevi lo sfizio di un vero dorayaki zeppo di crema di azuki o sperimentate i gusti sconosciuti degli onigiri che riempiono i banchi frigo.
Costo dello spuntino spesso meno di un euro.Altri articoli sul nostro viaggio in Giappone.
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